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Borsite trocanterica (Trocanterite)

L’articolazione dell’anca ha il compito di trasferire il movimento dell’arto inferiore al bacino e quello di scaricare le forze e le posture vertebrali all’arto inferiore.

Borsite_Trocanterica_01È un’articolazione di grande importanza che ospita masse muscolari sia minime che grandi, capaci di adattare e compensare il movimento del passo, l’equilibrio del bacino e i compensi vertebrali.

È dotata di borse sierose capaci di ridurre l’attrito delle masse muscolari su zone anatomiche con angoli accentuati, che irriterebbero le inserzioni tendine o le fibre muscolari.

Di queste borse vanno distinte quelle permanentemente presenti (borse sierose), rivestite da una membrana sinoviale, contenente liquido viscoso autoprodotto, da quelle che si sviluppano per eventi infiammatori, irritativi, traumatici, creando zone di gonfiore tra delle tasche di tessuto connettivo, sprovviste di tessuto endoteliale (borse avventizie).

Borsite_Trocanterica_02Attorno all’articolazione dell’anca troveremo quindi tanto delle borse sierose, costantemente idratate, quanto delle borse avventizie, che modificheranno il loro stato di forma e consistenza a seconda delle condizioni fisiologiche o patologiche.

Alla radice dell’articolazione dell’anca troveremo una borsa sierosa chiamata borsa ileopettina, mentre nella zona esterna dell’anca, in corrispondenza del grande e del piccolo trocantere, sono presenti delle borse avventizie.

Cos’è una borsite trocanterica?

Borsite_Trocanterica_03È un’infiammazione della borsa avventizia, superficiale, profonda, in alcuni casi di entrambe, posizionata sull’area del grande trocantere, che dà dolore alla compressione, al movimento e nei casi più gravi anche in posizione di riposo.

Le cause che possono scatenarla sono traumi contusivi per caduta sul fianco con impatto sulla zona esterna dell’anca, tendiniti o tendinosi dei muscoli inerenti, che cambiando la loro struttura per effetti infiammatori o per modificazioni tessutali, creano un’attrito maggiore sulle borse di scorrimento.

Attività fisiche ripetute come la corsa, il walking, attività aerobiche caratterizzate da saltelli e iperattività della zona muscolare posteriore e laterale dell’anca, possono portare ad infiammazione o irritazione delle borse avventizie.

Patologie autoimmunitarie che coinvolgono il tessuto connettivo del corpo umano (artrite reumatoide, lupus eritematoso ed altre ancora), possono causare una trocanterite.

Non sono da sottovalutare le alterazioni posturali che squilibrano il bacino, l’appoggio sull’anca e la normale biomeccanica articolare.

L’artrosi può causare in maniera indiretta una trocanterite che sarà attivata dal cattivo e limitato movimento articolare dell’anca, esasperando le capacità muscolari di attivazione del movimento articolare.

Quali sono i sintomi che si manifestano?

Borsite_Trocanterica_04I dolori che si presentano sono ben localizzati sulla zona laterale superiore dell’anca, ovvero nella zona trocanterica.

Si avverte una sensazione di gonfiore locale, alle volte associato a calore e una sintomatologia algica che si acuisce nei movimenti dov’è richiesto una contrazione dei muscoli in rapporto con la zona trocanterica.

Sono dolenti i cambi di postura dalla posizione seduta a quella eretta, soprattutto se il piano di seduta è basso.

Borsite_Trocanterica_05Stare in appoggio monopodalico diventa fastidioso in posizione statica e dolente alla ripartenza del passo.

Salire le scale, saltellare, camminare a passo veloce, camminare con una falcata ampia, andare in bicicletta, tenere le gambe accavallate, sono attività irritative che provocano dolore.

Mettere sotto eccessivo sforzo il quadricipite, i glutei, il tensore della fascia lata, aumenta l’irritazione compressiva e di trazione.

Fare dei movimenti laterali della coscia, flettere o estendere l’anca, sono dei movimenti che aumentano il dolore e l’infiammazione della borsa trocanterica.

La posizione di riposo non è assolutamente confortevole se ci si pone sdraiati sul fianco della trocanterite, perché la compressione locale non fa altro che esasperare l’attivazione delle fibre nocicettive.

Borsite_Trocanterica_06La borsiste trocanterica spesso si associa ad una perdita di forza dei muscoli della coscia, inibiti nella loro funzione dal circolo vizioso del dolore, che ne riduce la funzione e la resistenza.

Da non dimenticare che la trocanterite porterà il paziente a sfuggire dalla posizione di appoggio dell’anca, creando dei compensi posturali, tanto nella posizione statica, quanto in quella dinamica, causando un sovraccarico dell’articolazione controlaterale.

Come si fa una diagnosi corretta?

Come sempre è importante fare una buona anamnesi, dove la raccolta dei dati e la storia di insorgenza della patologia, possono indirizzarci verso una strada diagnostica.

L’esame obiettivo clinico si baserà sull’ispezione della zona, che potrà mostrare segni di lieve gonfiore, calore, rossore della cute, caratteristiche tipiche di uno stato infiammatorio in atto.

La pressione esercitata sulla zona trocanterica può esacerbare il dolore lamentato, così come può riscontrarsi con i movimenti articolari che creano compressione sulla zona.

Test muscolari sono in grado si sottolineare maggiormente la presenza di borsiste trocanterica, perché con l’attivazione di alcuni muscoli di relazione, può manifestarsi il dolore.

Borsite_Trocanterica_07Importante è il supporto della diagnostica per immagini. Un esame molto utilizzato è l’ecografia, che permette di studiare con facilità i tessuti superficiali di relazione.

L’esame di RM è lesame più completo ed affidabile, nel caso ci siano dei dubbi sulla presenza o meno della borsite.

Che terapie si possono fare?

Borsite_Trocanterica_08La cura prevede varie strade. Nei casi iniziali, si può ricorrere all’uso di antinfiammatori per uso topico.

A livello farmacologico si assumono antinfiammatori non steroidei, e nel caso di grosso edema infiammatorio si può ricorrere, in maniera oculata, ai cortisonici.

Se la patologia si è cronicizzata nel tempo, sono utilizzabili in prima battuta terapie farmacologiche antinfiammatorie infitrative, per poi proseguire con applicazioni di ozono terapia, recuperando il trofismo biologico dei tessuti. E’ Sempre consigliato il ghiaccio come antinfiammatorio naturale da ripetere più volte durante la giornata.

Borsite_Trocanterica_09La fisioterapia e l’osteopatia sono importanti per curare le cause che hanno dato il via alla trocanterite e che ne mantengono il suo stato patologico.

Hanno la capacità di recuperare gli equilibri muscolari e articolari in maniera segmentale, ricontestualizzando l’articolazione dell’anca all’interno della miglior postura del paziente.

La fisioterapia come l’osteopatia possono ridurre lo stato di edema locale, quindi danno un grande contributo allo spegnimento dell’infiammazione e alla riduzione del dolore.

La chirurgia non è un approccio frequente ne facilmente indirizzabile, ma nei casi in cui fosse necessaria si procede con una bursectomia, un’asportazione completa della borsa avventizia, ormai irreparabilmente degenerata dallo stato infiammatorio cronico e recidivante.

In questo articolo abbiamo visto che la borsiste trocanterica è un patologia che può variare per importanza e dolore, con una relazione direttamente proporzionale alla perdita di funzionalità dell’arto inferiore.

Adesso la conosciamo, ne capiamo i segni e i sintomi…….non facciamoci sorprendere e soprattutto curiamola in tempo.

 

4 commenti
    • Ambrogio Peretti
      Ambrogio Peretti dice:

      Sono felice se il mio articolo le sia stato utile, la rubrica del mio sito, a cui mi dedico con passione e costanza, serve proprio ad aiutare la collettività, fornendo informazioni utili a capire le possibili patologie a cui andiamo incontro, per affrontarle con consapevolezza. La ringrazio per l’attenzione che mi dedica. Le auguro una buona serata e rimango a disposizione nel caso abbia delle domande da farmi. Cordiali saluti. Dott. Ambrogio Peretti.

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      • marco
        marco dice:

        Buongiorno Dott. io da circa un anno sto combattendo da una infiammazione del nervo sciatico dovuta ad ernie e schiacciamento vertebrale. Dopo alcuni mesi la patologia si è allargata alla zona trocanterica e fascia lata. Ho proceduto a ridurre l’infiammazione vertebrale con infiltrazioni cortisone ozono…..ma la zona trocanterica non accenna a smettere di farmi male. Con ecografia hanno verificato anche la presenza di calcificazioni. Ho beneficio con trattamento tecar ma non capisco se è colpa del nervo sciatico o delle calcificazioni. Potrebbe darmi un suo consiglio. Grazie

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        • Ambrogio Peretti
          Ambrogio Peretti dice:

          Buongiorno le due patologie (sciatalgia e borsite trocanterica) possono coesistere.
          Se ha risolto la sua sciatalgia mi concentrerei sulla calcificazione valutata con l’ecografia. Per risolverla può utilizzare le onde d’urto, la terapia vibropercussoria, oppure un lavaggio chirurgico.
          Questo approccio va assolutamente integrato con sedute di terapia manuale volte a recuperare l’equilibrio tra anca, bacino e colonna per beneficiarne sia nella postura statica che di movimento.
          Se ha dei dubbi su quanto detto non esiti a contattarmi al numero 3397912239. Speto di esserle stato utile. Cordiali saluti.
          Dott. Ambrogio Peretti

          Rispondi

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