Morbo di Dupuytren 01

Morbo di Dupuytren

E’ una patologia a carico della mano, più precisamente riguardante la guaina del palmo della mano, che coinvolge a seguire i tendini dei flessori delle dita.

Possiamo tecnicamente definire il Morbo di Dupuytren come una fibromatosi palmare superficiale.

Tendini della manoL’ aponeurosi palmare superficiale è una guaina formata da tessuto connettivo e collagene, che si estende sopra i tendini dei muscoli flessori palmari delle dita, per proteggerli dalle compressioni durante la chiusura del pugno e per limitare gli attriti che si manifestano durante la presa della mano.

Oltre ad avere il compito di proteggere i tendini di cui sopra detto, l’aponeurosi palmare serve anche a migliorare lo scorrimento dei tendini stessi durante il movimento di chiusura ed apertura della mano e delle dita.


La classificazione

La classificazione del grado di patologia, nella maggior parte delle scale di valutazione, si compone di 4 punti, ed inquadrano il danno biologico e funzionale rispetto alla:

  • formazione di un nodulo senza limitazione funzionale
  • comparsa della retrazione del tendine che va ad inefficiare l’articolazione tra il metacarpo e la falange prossimale
  • estensione del danno anatomico alle articolazioni limitrofe
  • coinvolgimento dell’apparato muscolare, tendineo e capsulare, come danno da fibrotizzazione.

Per rendere maggiormente completa la classificazione nei 4 stadi, vengono sommati i gradi di perdita articolare delle varie articolazioni che compongono l’asse di movimento del dito, o delle dita, interessate dalla patologia.


I sintomi del Morbo di Dupuytren

Morbo di Dupuytren 03I sintomi del morbo di Dupuytren si manifestano con la comparsa di noduli palmari, che inizialmente sono dolenti alla palpazione, per poi perdere sensibilità con il passare del tempo.

Si associa la formazione di cordoni in relazione ai tendini, che aumentano il loro volume per la presenza di un edema sieroso profondo, diventando duri, retratti e ben palpabili.

Nell’evoluzione della patologia si ha una flessione delle dita, iniziando dall’articolazione metacarpo-falangea, per poi coinvolgere, in maniera minore, anche il resto delle articolazioni nelle loro estremità, fino a causare un irrigidimento delle dita stesse in flessione palmare, un’incapacità ad estendere le dita, fino ad arrivare ad un’anchilosi e alla possibile manifestazione di una neuroalgodistrofia.

Le dita che sono maggiormente colpite sono il mignolo, l’anulare e il medio.


Le cause

Attività manualiMa cosa causa questa patologia?

Verrebbe subito da pensare alla predisposizione data da alcuni tipi di lavori o da eventi traumatici, soprattutto micro traumi , ed effettivamente è cosi ma non solo.

Ci sono numerosi fattori di predisposizione quali:

  • patologie dismetaboliche epatiche e pancreatiche
  • uso prolungato di alcune tipologie di farmaci per la cura di patologie croniche
  • predisposizione genetica soprattutto su base familiare
  • abuso di alcool
  • tabagismo
  • traumi e micro traumi
  • alcune attività lavorative che prevedono l’utilizzo del pugno chiuso nella presa, che adoperano la forza nel serrare la mano e che vanno incontro a gesti ripetitivi e prolungati.

La diagnosi del Morbo di Dupuytren

La diagnosi viene fatta tramite un esame obiettivo, visivo, palpatorio e funzionale, dove si deve tener conto del tessuto palmare, della capacità dei tendini di allungarsi in maniera passiva e in maniera attiva tramite la contrazione dei muscoli estensori, della libertà o della rigidità articolare.

Morbo di Dupuytren 05Utile è l’esame ecografico che non serve tanto a confermare la presenza della malattia, ma ad indicare lo stato di degenerazione fibrotico dei tessuti e le possibili aderenze che si possano essere formate rispetto ai piani sottostanti.


Il trattamento

La terapia vede l’utilizzo di varie strade, che hanno la miglior interazione in base allo stadio in cui si affronta la patologia.

Nel campo della farmacologia l’utilizzo di antinfiammatori non ha la massima efficacia, anche se quelli della categoria steroidea, nel breve termine, ha dei risultati migliori.

Molto più efficaci sono le infiltrazioni di collagene, o le applicazioni di ozonoterapia, capaci di migliorare il trofismo dei tessuti e ridare uno slancio biologico tanto all’aponeurosi palmare, quanto alle strutture tendinee e capsulari.

Chirurgia della manoLa chirurgia prevede l’incisione dell’aponeurosi palmare, aponeurectomia se fatta con accesso classico, o aponeurotomia se fatta in percutanea, per liberare le restrizioni aponeurotiche e le aderenze rispetto ai tessuti tendinei sottostanti.

L’atto chirurgico viene effettuato quando il grado di patologia, rischia di creare un’anchilosi delle articolazioni in maniera irreparabile e nel momento in cui nessuna terapia precedentemente effettuata, abbia dato beneficio e miglioramento costante.


La fisioterapia e l’osteopatia

Morbo di Dupuytren 07La fisioterapia e l’osteopatia sono di fondamentale importanza in ogni fase dalla patologia.

La riabilitazione fisioterapica è importantissima per il recupero di un’eventuale fase post chirurgica.

La fisioterapia e l’osteopatia hanno la possibilità di ridurre e drenare l’edema che si manifesta nel tessuto aponeurotico, ed evitare la retrazione della fascia palmare stessa, recuperandone l’elasticità e disimbrigliando i tendini e le capsule articolari dalle possibili aderenze che vengono a presentarsi nell’evoluzione della patologia.

Hanno il compito e l’obiettivo di mantenere e recuperare l’articolarità delle dita della mano e di ristabilire un buon equilibrio di movimento tra la mano, il polso, l’avambraccio e la spalla.

Morbo di Dupuytren 08Nella riabilitazione post operatoria invece, il compito della fisioterapia sarà quello di recuperare il trofismo cutaneo della cicatrice chirurgica, di evitare le aderenze di quest’ultima e di recuperare l’articolarità dell’anchilosi che si  è venuta a formare nel distretto metacarpo falangeo e nel polso, durante l’evoluzione della patologia.

Sarà fondamentale ridare trofismo ai tendini, alle capsule articolari e disimbrigliare i nervi periferici che irradiano i messaggi sensitivi e muscolari nel distretto della mano.

Importantissimo sarà ridurre l’edema linfatico e vascolare venoso della mano, che inevitabilmente si formerà nel post operatorio, per evitare gli effetti nefasti della stasi e del deposito dei cataboliti.

La salute passa attraverso la conoscenza e con l’articolo di oggi, abbiamo la possibilità di aggiungere un tassello al nostro benessere.

4 commenti
  1. Saul
    Saul dice:

    Mi sembra di capire che fisioterapia e osteopatia siano di aiuto solo nella fase post-operatoria e non nella fase iniziale di presenza dei sintomi, è così?
    Se invece non è così, esistono terapie tali da bloccare o perlomeno ritardare il progredire della malattia?

    Rispondi
    • Ambrogio Peretti
      Ambrogio Peretti dice:

      Buonasera la patologia di cui parliamo purtroppo è subdola e si manifesta con rapidità nei suoi sintomi, per tanto é difficile fare una prevenzione seria. La fisioterapia è l’osteopatia sono fondamentali per curarla nelle fasi iniziali e intermedie. La riabilitazione fisioterapica invece é fondamentale per recuperare la funzione dopo un’intervento chirurgico.

      Rispondi

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